La produzione

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Quando il campionario è terminato, tutta la collezione viene presentata in una sfilata dedicata ai buyers e alla stampa. Una volta presi gli ordini, la collezione va in produzione. L’ala dell’azienda dedicata alla parte “più industriale” del percorso si chiama grande sartoria: “grande” perché il concetto produttivo è quello dell’industria, “sartoria” perché molti sono i passaggi che vengono realizzati manualmente.

La prima zona che incontriamo è quella del taglio: una stanza presieduta da una macchina per il taglio che riceve “gli ordini” dal sistema operativo computerizzato. La macchina taglierà le forme come il programma la ha comunicate (quindi, come la modellista le ha inserite nel programma). Il tessuto è steso su un  tavolo, sopra una carta bucherellata e, a sua volta, ricoperto di leggera carta velina che aderisce grazie al sottovuoto creato dalla macchina. Una volta che il tessuto è così fermo, viene tagliato: sono pronte le varie pezze che formeranno l’abito.

Le pezze vengono appoggiate sul corrimano insieme alla scheda tecnica dell’assemblaggio e poi, col montacarichi passano alla produzione al piano di sotto. Qui inizia la fase dell’incorporo: tutti i pezzi fin qui tagliati, vengono ora assemblati; corpetti, gonne e sottogonne, le quali sono qui orlate manualmente. Le rifiniture, come la cucitura del pizzo sul corpino o il tralcio di fiori sulla gonna, vengono messe a punto in questa zona, dopodiché avviene la fase dello stiro. Il controllo tramite metal detector, quello della corrispondenza tra le schede tecniche e il modello stesso, aprono le porte al momento finale:quello dell’inscatolamento e della spedizione.


ricamo e taglio >