È bene conoscere quali sono i principali fattori di rischio cardiovascolare poiché aumentano la probabilità di avere un infarto e altre patologie cardiovascolari. Oggi scopriamo quali sono dividendoli tra fattori modificabili e non.

I fattori endogeni cioè non modificabili: quali sono

Tanto per iniziare, è utile sapere che sono presenti dei fattori di rischio non modificabili cioè endogeni. In altre parole, alcuni soggetti possono avere una maggiore predisposizione a sviluppare patologie cardiovascolari per via di età, e genere. Anche la familiarità è un rischio non modificabile tanto quanto il diabete, in particolare quello di tipo II. Una persona che presenti più fattori di rischio aumenta la probabilità di sviluppare patologie cardiovascolari ed essere colpita da un infarto. Conviene farsi affiancare da un valido infermiere a domicilio in questo caso ma soprattutto se presenti anche altre patologie che coinvolgono altri sistemi come quello articolare oppure neurologico. Per prendere subito un appuntamento, clicca qui www.infermiereadomicilioroma.com

I fattori di rischio modificabili: quali sono

Da una parte esistono dei fattori di rischio non modificabili come sesso ed età, dall’altra altri fattori di rischio sono invece modificabili. Vale a dire che assumendo uno stile di vita più attento, si riduce il rischio di infarto.
Di solito, si parla di dieta sregolata troppo ricca di alimenti di origine animale che accrescono la quantità di colesterolo nel sangue, un grasso pericoloso perché ha l’antipatica abitudine di accumularsi nelle vene riducendo il transito del sangue.

A questo occorre aggiungere la sedentarietà e il sovrappeso. Non è quindi un caso che i medici continuino a ripetere e ricordare l’importanza di svolgere movimento fisico e attività motoria. Il cuore dopo tutto è un muscolo e come tale può essere allenato. Inoltre, l’allenamento, sebbene blando e a livello amatoriale, aiuta a tenere sotto controllo il peso. Infine, c’è ancora spazio per un ultimo appunto riguardo il fumo. Occorre smettere il prima possibile per garantire una buon livello di salute non solo del cuore ma anche del cervello perché fumare aumenta anche il rischio di ictus cerebrale.

Di Grey